Di solito le favole cominciano con questa frase.Ed è quello che,da giovane,sentivo spesso dirmi dai miei genitori e dai miei nonni,quando ricordavano la loro giovinezza."Allora si che si stava bene,tanta miseria ma anche valori forti e solidarietà.Non avevamo nulla ma,anche sotto le bombe,trovavamo sempre il modo per divertirci".Io ho un figlio adolescente e,lo ammetto,gli ho fatto a volte gli stessi discorsi,bombe escluse.Col tempo ho però capito che i giovani sono figli del loro tempo e che ogni epoca ha i suoi pro e i suoi contro.Non è possibile e nemmeno giusto fare raffronti,non si può pretendere di plasmarli a nostra immagine e somiglianza,o che vivano le nostre stesse emozioni.Tuttavia vi sono alcuni aspetti che mi terrorizzano,aspetti che non ricordo nella mia generazione,l'aggressività,la quasi totale mancanza di rispetto per cose,persone e anche di loro stessi,l'indifferenza di ciò che gli accade attorno e del loro futuro.Molto è,probabilmente,dovuto all'incapacità genitoriale,ma credo che vi siano anche una serie di esempi negativi dai quali,purtroppo,prendono spunto.Il fatto che sto vivendo un periodo piuttosto negativo condiziona un po i miei pensieri,ma sono convinto che,in questo momento di spaventosa crisi,questa nostra società,e forse il mondo intero,abbia l'opportunità di ridimensionarsi e di crescere moralmente.

